Cardiofrequenzimetro cos’è e a cosa serve

Il cardiofrequenzimetro è un dispositivo molto diffuso in tutto il mondo, acquistato non solo dagli atleti professionisti, ma anche da coloro che desiderano semplicemente tenersi in forma. Questo perché con l’ausilio di un dispositivo del genere diventa più facile allenarsi ed anche perdere peso, tornando ad avere un fisico tonico.

Se si ha una curiosità in merito a questo prodotto, significa che si sta pensando di acquistare uno dei cardiofrequenzimetri in commercio. Prima di vedere quali sono e proseguire con l’acquisto, è bene però avere le idee chiare. Per approfondire puoi visitare il sito https://www.migliorcardiofrequenzimetro.it

Cos’è il cardiofrequenzimetro?

Partiamo con la prima domanda fondamentale, ovvero cos’è il cardiofrequenzimetro. Come si può comprendere già dal nome, questo dispositivo ha la funzione di misurare la frequenza cardiaca. In commercio esistono diversi modelli, che possono essere suddivisi in due grandi categorie: da un lato abbiamo i cardiofrequenzimetri da polso e dall’altro i cardiofrequenzimetri con fascia.

La differenza principale consiste nella posizione del sensore HR, che nel modello da polso è posto all’interno della cassa dell’orologio, mentre nel modello con fascia è posto all’interno della fascia da mettere al petto quando ci si allena.

Focalizzandoci sui modelli da polso, è possibile fare un’ulteriore suddivisione tra smartband che presentano il sensore HR e pochi altri sensori – o addirittura solo il sensore HR – e smartwatch per sport che dispongono di numerosi sensori e di una vasta gamma di funzionalità.

La scelta del modello dipende in primo luogo dalle esigenze che si hanno: se il proprio desiderio è valutare l’attività del cuore e basta, è sufficiente anche acquistare una economia smartband con sensore HR. Se invece si vuole al polso uno smartwatch per sportivi completo, allora si consiglia di rivolgersi ai modelli top gamma.

La scelta del modello dipende però anche dal budget a disposizione, dal momento che maggiori saranno i sensori e le funzioni del device, maggiore sarà il costo che bisognerà essere pronti a sostenere per acquistare il dispositivo. Spiegato questo, ci si può comunque tranquillizzare perché in commercio ci sono tanti modelli dalle funzioni avanzate ad un costo contenuto, accessibili praticamente a tutti.

Fino a qualche anno fa i modelli con fascia da torace garantivano una precisione maggiore nel calcolo della frequenza del cuore. I nuovi modelli da polso dispongono però di sensori HR integrati molto avanzati, che hanno raggiunto e spesso addirittura superato la precisione delle fasce toraciche. Consigliamo di valutare modello per modello e di fare affidamento anche sulle recensioni dei clienti che si trovano in rete.

A cosa serve il cardiofrequenzimetro?

Capire a cosa serve il cardiofrequenzimetro non è difficile e cerchiamo di spiegarlo nella maniera più semplice possibile. Abbiamo detto che questo dispositivo è in grado di misurare la frequenza cardiaca, dunque dà dei dati precisi circa l’attività del cuore durante l’allenamento. Per i modelli da polso si può fare anche un monitoraggio quotidiano, che aggiunge alla frequenza durante l’esercizio anche la frequenza cardiaca che si ha nei periodi di riposo.

Valutare i dati è interessante, ma la vera domanda è cosa dobbiamo farcene dell’attività del nostro cuore. La risposta è che avendo questi dati a disposizione possiamo calibrare l’esercizio fisico sulla base dei nostri obiettivi personali.

Quando ci alleniamo otteniamo dei risultati diversi a seconda della frequenza cardiaca che viene raggiunta e mantenuta nel tempo. Con il dato della frequenza è possibile individuare le cosiddette soglie di allenamento, a ciascuna delle quali corrisponde una tipologia di esercizio diversa.

Per bruciare i grassi, ad esempio, bisogna impegnarsi in un esercizio lipidico. I grassi sono utilizzati come substrato energetico dai muscoli negli sforzi muscolari prolungati. Quando facciamo uno scatto, per intenderci, non bruciamo grassi, ma zuccheri. Quando invece corriamo una maratona – o qualunque altro esercizio protratto nel tempo, anche meno prolungato rispetto alla maratona – i muscoli bruciano i lipidi per ottenere energia. Il consiglio dunque è di fare un esercizio protratto nel tempo e che mantenga la frequenza cardiaca minore di 120 battiti per minuto.

Questo ci fa capire come non sia sufficiente impegnarsi nel fare attività fisica per perdere peso, ma come sia importante anche capire che tipo di esercizi eseguire. Allenarsi senza aver fatto la dovuta programmazione porta a dei risultati inferiori rispetto all’impegno profuso. Grazie ad un cardiofrequenzimetro sarà possibile gestire al meglio le proprie sessioni di allenamento ed anche farle diventare più efficaci per la perdita di peso.

Accanto all’esercizio lipidico si è soliti fare anche delle sessioni di attività aerobica, per la quale la frequenza cardiaca dovrebbe essere mantenuta in un range compreso tra 120 e 145 bpm. Anche in questo caso il cardiofrequenzimetro torna quindi utile, perché consente di avere un controllo in tempo reale della frequenza cardiaca.

Delle sessioni ben eseguite di attività aerobica possono dare un gran contributo al miglioramento delle performance fisiche e devono essere tenute in considerazione da tutti quelli che desiderano ottenere dei risultati degni di nota.