Allattamento al seno: le mille preoccupazioni di una neomamma

Ormai è comprovato da diverse ricerche scientifiche: l’allattamento al seno è quanto di meglio possa esistere per lo sviluppo del neonato. Sono però molte le mamme che nutrono numerose perplessità, se non vere e proprie preoccupazioni: il mio latte sarà abbastanza nutriente? Il seno subirà dei danni? I capezzoli hanno una forma adatta? Il mio seno è troppo piccolo/troppo grande? A tutte queste domande posiamo rispondere in modo chiaro e preciso, grazie anche ai consigli che possiamo trovare su mammepestifere.it.

Il latte materno è l’alimento migliore

Questa è ormai un’affermazione scontata; nel latte materno sono presenti tutti i nutrienti essenziali per il corretto sviluppo del bambino nei primi mesi di vita. Per altro questo fluido, ricco di grassi e proteine, contiene molta acqua e alcune componenti che aiutano lo sviluppo del sistema immunitario del bambino. Ovviamente la mamma dovrebbe fare attenzione a ciò che mangia, perché alcuni alimenti modificano il gusto e l’odore del latte. Per altro alcuni farmaci e sostanze particolari, come le spezie o il peperoncino, sono sconsigliate durante la gravidanza. Per ogni chiarimento è bene chiedere al proprio pediatra, o anche alle esperte puericultrici che si possono trovare presso qualsiasi consultorio. Il latte materno è perfetto anche per quanto riguarda la quantità disponibile e non importa se si ha un seno minuscolo o enorme. Ovviamente con lo sviluppo del bambino il latte potrebbe cominciare ad essere scarso in quantità, sarà sufficiente fare delle aggiunte, secondo quanto consigliato dal medico.

Problemi di allattamento

Non tutti i parti sono uguali, così come non lo sono le mamme e i bambini. Capita spesso che la medesima mamma si trovi a vivere condizioni di allattamento differenti nel corso di parti diversi. Detto questo, può capitare che il bambino non tenda ad attaccarsi voracemente sin dalla prima poppata; oppure che sia eccessivamente famelico. L’importante è non preoccuparsi eccessivamente e attaccare il neonato appena possibile subito dopo il parto, lasciando che impari autonomamente come succhiare il latte, cosa per cui è peraltro geneticamente programmato. Lo stress e l’ansia “da prestazione” sono i principali nemici dell’allattamento, che possono anche portare a carenze di latte. Alcune mamme riescono ad allattare il proprio figlio per diversi mesi, a volte anche fino al secondo anno di vita; altre invece “perdono” il latte dopo pochi mesi. In ogni caso c’è sempre il latte artificiale che le aiuta, non ci si deve preoccupare in nessun modo.

Il capezzolo che fa male

Un’altra preoccupazione molto diffusa è quella che i capezzoli si rovinino durante l’allattamento. Preoccupazione per altro reale, visto che molti bambini vengono allattati a lungo e molte volte al giorno: questo può lasciare il capezzolo indolenzito e umido, con conseguente facilità di formazione di ragadi, molto dolorose. Se il capezzolo è leggermente indolenzito durante l’allattamento non ci sono problemi di alcun genere, basta mantenerlo pulito, asciutto e idratato in modo corretto. Se invece insorge un forte dolore è meglio contattare il proprio medico di famiglia, o direttamente il ginecologo, per eventuali indagini diagnostiche. Se si vuole preservare al massimo il capezzolo, o nei casi in cui la cute è molto delicata e sensibile, è possibile utilizzare sin dal primo giorno le coppette di protezione, che per altro sono molto utili anche nel caso di capezzolo piatto o introflesso. Si tratta di sottili coppette in materiale plastico morbido e confortevole, che proteggono il capezzolo e gli conferiscono una conformazione che coadiuva l’allattamento. Sono utili anche con alcuni bambini che tendono ad essere leggermente “svogliati” nei primi giorno dopo la nascita. Per il post allattamento esistono anche apposite creme idratanti, che mantengono la cute delicata del seno morbida e protetta.