Dente del giudizio: tutto quello che c’è da sapere su sintomi e cura

Annche solo parlare di denti del giudizio spaventa!

Tuttavia, è importante sapere come agire per alleviare i dolori che sono ad essi correlati e quando è necessario intervenire chirurgicamente con l’estrazione. A tal proposito, è utile sottolineare che non sempre si deve necessariamente estrarre un dente del giudizio, ma si deve sapere come ci si deve comportare e come si deve curare la propria igiene orale.

Prima di entrare nel vivo del discorso, però, è importante andare a specificare che i denti del giudizio sono gli ultimi molari che spuntano e questo accade, solitamente, tra i 17 e i 30 anni. In questo modo si completa la dentizione permanente.

In tutto questi denti sono quattro e due si trovano nell’arcata mascellare superiore e altri due, invece, si collocano nella zona mandibolare inferiore. Una loro caratteristica è che, a differenza degli altri denti, possono rimanere nell’osso anche per anni e anni e compaiono solo verso i 17 anni circa. Gli altri molari compaiono molto prima: nello specifico, i primi quattro molari appaiono verso i 6 anni, mentre gli altri 4 verso i 12 anni. Infine, gli ultimi quattro, i cosiddetti denti del giudizio, appaiono molto dopo o, in alcuni casi, possono anche non spuntare mai.

Quando i denti del giudizio decidono di spuntare, però, possono manifestarsi dei dolori, anche molto importanti e difficili da controllare. Attenzione, però: questo non significa che debbano essere necessariamente estratti in qualsiasi caso.

Ecco, quindi, che è importante capire quando si deve procedere con l’estrazione e quando, invece, si può soprassedere. In linea di massima, è utile sottolineare che in questo caso ci si deve comportare nello stesso modo di tutti gli altri denti. Se i denti sono al loro posto e sono spuntati nella corretta posizione, si tende a non estrarli. Se, invece, potrebbero creare dei problemi ad altri denti perché, ad esempio, sorgono in posizione sbagliata e non facilmente raggiungibile dallo spazzolino, allora si tende a consigliare l’estrazione, così da non provocare danni ulteriori.

Si sente spesso parlare di inclusione del dente. In questo caso, il dente del giudizio rimane incastrato nell’osso, scatenando, quindi, un processo infiammatorio che può portare con sé ascessi e dolori di varia entità. Questo accade perché nello specifico caso il dente si è formato ma non riesce a spuntare. Si consiglia, quindi, di curare l’ascesso per poi proseguire con l’estrazione del dente stesso.

Come sempre, è fondamentale seguire quelli che sono i consigli degli esperti, come quelli che si trovano su dottordentista.com, per riuscire a capire quando è il caso di estrarre e quando, invece, non ci sono problemi. In linea di massima, così come gli esperti stessi sottolineano, se un dente del giudizio cresce in direzione sbagliata può provocare dei danni anche al dente immediatamente vicino ed è per questo che è preferibile evitare a monte il tutto, andando a estrarre. Si rischia di compromettere la salute parodontale e, pertanto, si devono prendere delle accortezze. È utile, quindi, anche ricordare che si deve sempre avere una pulizia del cavo orale adeguata e questo è importante soprattutto al fine di evitare delle infiammazioni così importanti da creare veri e propri ascessi.

I denti del giudizio vanno estratti anche nel caso in cui questi vadano a interferire con la normale masticazione, perché anche questo è un aspetto molto importante e non può in alcun modo essere ostacolato.

Infine, segnaliamo anche il caso in cui il dente appare già cariato: anche in questa specifica situazione si deve procedere con l’estrazione, proprio al fine di andare a evitare che la carie vada a intaccare i denti vicini.

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