Linfociti altissimi cosa fare? sintomi cause e rimedi

Gli esami del sangue possono essere un controllo di routine o un esame mirato alla ricerca di specifiche alterazioni.

L’importanza e l’utilità degli esami del sangue derivano dalla possibilità di verificare, confrontando i valori trovati con i range di riferimento specifici per ogni parametro, il benessere ed il corretto funzionamento di vari organi ed apparati.

Una voce molto importante e significativa degli esami del sangue è quella dei linfociti.

Bisogna quindi sapere i linfociti cosa sono e quali sono le situazioni patologiche in cui si possono riscontrare i linfociti altissimi.

Questa situazione viene detta anche linfocitosi.

La linfocitosi è spesso accompagnata da alcuni sintomi ed al loro innalzamento corrispondono delle cause, che saranno analizzate nelle prossime sezioni. Per concludere, si scopriranno quali sono i possibili rimedi ai linfociti altissimi.

Cosa sono i linfociti?

Prima di addentrarsi a capire cosa significa avere i linfociti altissimi e quali possibili cause possono portare a questa alterazione rispetto ai valori di riferimento, è utile capire cosa sono i linfociti e perchè sono importanti per il nostro organismo.

I linfociti sono una linea cellulare appartenente alla famiglia dei leucociti o globuli bianchi.

La funzione dei linfociti è essenzialmente immunitaria, costituiscono dal 20% al 40% dei globuli bianchi e sono suddivisi in classi a seconda della loro funzione specifica.

Si riconoscono tre tipi di linfociti:

  • Linfociti B
  • Linfociti T, suddivisi a loro volta in linfociti T helper e linfociti T regolatori
  • Linfociti NK

La descrizione dettagliata di ogni singola tipologia dei linfociti e della loro funzione esula dall’obiettivo di questo articolo. Per questa ragione, di seguito vengono descritte solo a grandi linee le funzioni dei diversi linfociti.

  • I linfociti B sono preposti alla produzione di anticorpi. I linfociti B naive, attivati dalla presenza dell’antigene, si differenziano in plasmacellule, cellule con la capacità di produrre anticorpi.
  • I linfociti T helper concorrono alla risposta immunitaria, favorendo la risposta dei linfociti B grazie alla presentazione dell’antigene. Si suddividono a loro volta in linfociti T helper 1 e linfociti T helper 2, impegnati in risposta a diversi tipi di stimoli nocivi.
  • I linfociti T regolatori sono preposti al controllo della risposta immunitaria: con la loro azione regolano la risposta del sistema immunitario, evitando che essa diventi eccessiva e di conseguenza controproducente.
  • I linfociti NK, conosciuti anche come cellule natural killer, hanno mostrato di avere azione antitumorale e di essere in grado di portare alla morte le cellule che presentano l’antigene legato dai recettori delle NK.

Linfociti alti sintomi

I linfociti altissimi riscontrati negli esami del sangue quasi sempre non sono l’unico segno, ma sono associati a dei sintomi.

Vediamo quali sono i principali sintomi dei linfociti alti:

  • Astenia: si definisce astenia la stanchezza, che si può avere svolgendo le normali attività quotidiane o addirittura a riposo.
  • Perdita di peso
  • Dolore a livello addominale
  • Dolori ossei
  • Segni e sintomi di infezione, quali tosse, mal di gola, bruciore quando si urina, artralgie
  • Pallore localizzato a livello di labbra, unghie e cute
  • Febbre
  • Mal di testa
  • Epatomegalia: si parla di epatomegalia quando si ha un ingrossamento del fegato, che può essere in prima istanza valutato con l’esame obiettivo, grazie alla palpazione in arcata sottocostale destra, e successivamente con una ecografia.
  • Sanguinamenti più frequenti, ad esempio epistassi ed emorragia a livello gengivale.
  • Insufficienza renale, valutabile con un incremento dei valori di creatinina.

Linfociti alti cause

Quando si eseguono gli esami del sangue, talvolta è possibile riscontrare i linfociti alti. La domanda che sorge spontanea è quale causa può essere alla base di questo aumento delle cellule linfocitarie.

Sono varie le cause che possono portare a dei linfociti alti, scopriamo quelle principali:

1. Infezioni virali

Una prima causa di linfociti altissimi sono le infezioni virali. I valori dei linfociti possono aumentare in risposta all’infezione, fino a raggiungere talvolta livelli molto elevati.

Le infezioni virali possono essere sia acute che croniche. Bisogna saper distinguere queste due tipologie di infezioni per scegliere la terapia adeguata.

2. Infezioni batteriche

Anche le infezioni batteriche possono essere causa di linfociti alti. Nel caso delle infezioni batteriche si può intraprendere una terapia antibiotica, la quale deve essere scelta e prescritta dal medico.

La somministrazione di antibiotici e la loro assunzione deve essere attentamente controllata, sia affinchè sia efficace sia per evitare l’insorgenza di ceppi antibiotico – resistenti.

3. Leucemie e linfomi

Sia le leucemie che i linfomi possono alterare la produzione delle cellule ematiche, coinvolgendo la corretta sintesi e maturazione dei linfociti. I pazienti affetti da leucemia o da linfoma possono riscontrare linfociti alti agli esami del sangue.

4. Neoplasie

I tumori possono comportare un innalzamento della popolazione linfocitaria, fino al riscontro di linfociti altissimi. Al pari di un innalzamento linfocitario, si possono avere aumenti di tutte le altre cellule ematiche.

5. Farmaci

Quando si riscontra un alterazione linfocitaria è sempre bene interrogarsi sull’anamnesi farmacologica, ovvero su quali terapie siano in corso. Alcuni farmaci, come l’eparina, gli antiepilettici e la minociclina, possono alterare la popolazione dei linfociti.

Linfociti alti rimedi

Esistono dei rimedi per i linfociti alti, ma la prevenzione deve essere la base per cercare di ridurre il rischio di incorrere in questa alterazione.

Sicuramente la terapia farmacologica può aiutare a riportare i linfociti nei valori di normalità.

La terapia farmacologica non può che essere stabilita dal medico, figura di riferimento nell’ambito della salute e specializzata nel riconoscere le cause dei processi patologici e nel porvi rimedio.

Accanto alla terapia farmacologica, è importante avere uno stile di vita sano. L’alimentazione, principale metodo di prevenzione, deve essere variegata e ricca di frutta e verdura. Fondamentale inoltre è l’idratazione: si consiglia di bere almeno due litri di acqua al giorno, così da garantire la corretta idratazione di organi e tessuti.

Un’altra buona pratica per uno stile di vita sano è fare attività fisica regolare, cercando di allontanarsi, per quanto possibile, dalle attività sedentarie che tendono a farci muovere sempre meno.

Si consiglia infine di evitare le situazioni stressanti, o comunque di ridurre al minimo i periodi in cui lo stress è elevato. Il benessere psicologico è parte integrante della salute, come spiegato dalla definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: la salute è un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia.

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