Minerali colloidali: a cosa servono?

Quali sono gli usi e le proprietà benefiche di questi rimedi omeopatici?

Scopriamolo insieme nelle prossime righe.

Negli ultimi tempi si sta assistendo ad un costante e progressivo interesse verso il mondo della naturopatia e della medicina omeopatica.

Molto più che in passato, è diventata quasi un’abitudine affidarsi ai rimedi naturopatici, dal decotto casalingo al prodotto d’erboristeria, almeno in prima battuta per combattere malanni stagionali, infiammazioni e disturbi digestivi per procedere solo in un secondo momento alle terapie farmacologiche della medicina tradizionale.

Alcuni rimedi omeopatici però sono più noti e utilizzati di altri che magari hanno pari se non superiore efficacia.

Oggi ci soffermeremo sui benefici e sulle proprietà dei minerali colloidali, analizzandone anche i possibili usi quotidiani.

Per capire di cosa stiamo parlando, iniziamo con la definizione di colloide.

Il colloide è una soluzione di finissime microparticelle di un metallo, specialmente i metalli nobili quali oro, argento, zinco e rame, disciolta in un liquido purissimo, come, ad esempio, l’acqua bi-distillata, ottenuta per effetto del fenomeno dell’elettrolisi, vale a dire il passaggio di corrente elettrica ad alto voltaggio all’interno del suddetto liquido.

I metalli collodiali sono reperibili sul mercato molto facilmente attraverso i siti degli e-commerce dedicati al settore omeopatico e naturopatico come, ad esempio santenaturels.it . Queste finissime microparticelle riescono ad attecchire su tutta la superficie del patogeno, modificandone il metabolismo interno ed impedendone la sopravvivenza nel giro di pochi minuti.

Infatti, una delle maggiori proprietà di questi metalli è quella di bloccare sul nascere e impedire il progredire di infezioni batteriche, micotiche e virali, proprio in virtù delle ridotte dimensioni delle particelle colloidali e alle loro proprietà chimiche: essendo metalli nobili, difficilmente si legano chimicamente ad altri elementi alterando così la loro struttura, anzi, con molte più probabilità sono loro ad alterare la struttura molecolare delle particelle con cui vengono in contatto, come avviene con gli organismi patogeni, che vengono così neutralizzati nella loro azione infettiva.

Tra tutti i minerali colloidali, l’argento è quello che possiede proprietà antibatteriche e antiinfiammatorie più elevati ed è considerato come la più valida alternativa omeopatica agli antibiotici.  Prima dell’avvento di questi farmaci, infatti, l’argento colloidale veniva utilizzato in modo massiccio in ambito medico chirurgico,  per uso topico o ingerito per via orale per sanare infezioni  e ulcerazioni cutanee e per favorire la cicatrizzazione di ustioni, per combattere le infezioni batteriche e micotiche  in tutte le parti del corpo, compreso quelle dell’apparato urogenitale femminile.

I membri delle classi più abbienti lo assumevano periodicamente per os  per irrobustire le proprie difese immunitarie e affrontare i mesi invernali con un minor rischio di contrarre l’influenza che prima mieteva parecchie vittime d’inverno. Veniva inoltre utilizzato per la profilassi della strumentazione chirurgica.  A causa degli elevati costi di produzione, fu soppiantato dagli antibiotici non appena questi  più economici farmaci entrarono in commercio.

Negli ultimi tempi, però, per via del sempre più diffuso fenomeno dell’antibiotico-resistenza, vale a dire  la capacità dei patogeni di essere invulnerabili all’azione di questi farmaci a causa di alcune mutazioni genetiche.

Inoltre, i minerali colloidali, in particolare l’oro, sono un ottimo alleato di chi esegue lavori per i quali è richiesto un elevato e prolungato livello di attenzione, in quanto aumenta la capacità di concentrazione. Riporta anche ottimi risultati nel contenimento degli sbalzi di umore favorendo l’eutimia in soggetti affetti da depressione o disturbo bipolare.

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